La politica, volendola spiegare, si riduce in quattro parole in croce: io, cittadino, ti voto affinchè tu, futuro amministratore, mi renda e mi garantisca, attraverso le tasse che io pago, un servizio. E questo servizio, è un servizio pubblico. 
La natura dello scambio è professionale, fatto di competenze e abilità, come quando si va dal medico specialista e si paga per una prestazione professionale.
E di certo, in questo scambio, non ci sono amore, nè amicizia e meno che mai... religione.
Perchè si chiede amore, rispetto, amicizia? Si va al supermercato a fare spesa e pretendono tutto ciò, donate amore e amicizia di vostra spontanea volontà?
L’amore e l’amicizia, in politica, sono due concetti molto pericolosi.
L’amore, in politica, è caratteristica di ogni sistema totalitario: non possiamo negare che Hitler, Mussolini e molti altri dittatori, non siano stati amati.
L’amore, in politica, da sì che si creino due poli: da una parte i sudditi, dall’altra un unico leader che detta le leggi di un pensiero unico a cui i sudditi devono sottostare.
Chi è capace di amore in politica, è capace anche, da una parte e dall’altra, di odio e vendetta.
L’amicizia, in politica, è caratteristica del malaffare e fa sì che i cittadini vengano defraudati di un diritto e di un servizio loro spettanti per la natura stessa dello scambio.
Chi è capace di amicizia in politica, è capace anche di tradimento, sia verso i cittadini che verso gli stessi “amici”.


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